Che cos’è il tango e da dove viene?
Per descrivere cos’è il tango, non si può fare a meno di menzionare la sua origine. Lo stesso vale al contrario: non si può parlare dell’origine del tango senza parlare di cosa sia.
Entrambi i concetti, definizione e origine, sono intimamente legati e, anche se faremo una piccola separazione, noterete come entrambi i termini siano intrecciati.
Per prima cosa iniziamo a definire cos’è il tango.
Cos’è il tango
Sappiamo già che il tango è un genere musicale, composto da una melodia, un testo e una danza. Anche se queste tre componenti del tango possono andare da sole, in coppia o insieme.
Se andiamo alla definizione di tango troveremo quanto segue:
“Il tango è un genere musicale e un ballo del River Plate, popolare nelle aree urbane di Argentina e Uruguay. La sua forma musicale è binaria (tema e ritornello) e ha una firma temporale di due-quattro”.
A livello musicale, invece, il tango è solitamente eseguito da un’orchestra tipica o da un sestetto con strumenti come il bandoneon, il pianoforte, il violino, la chitarra e il contrabbasso.
La verità è che in questi casi la scrittura è molto carente e non riesce a esprimere la potenza della musica che questi strumenti possono produrre insieme.
Se passiamo ai testi, scopriamo che di solito sono basati sul lunfardo, cioè sul gergo rioplatense.
Prima di proseguire, ci soffermeremo brevemente a spiegare cos’è il lunfardo, poiché svolge un ruolo molto importante nel tango, in particolare nei suoi testi.
Il lunfardo è definito come “il gergo dei delinquenti” del Río de la Plata, ma si è sviluppato soprattutto a Buenos Aires, in Argentina, e a Montevideo, in Uruguay, tra la fine del XIX e l’inizio del XX secolo.
Questo slang ha preso in prestito parole dalle lingue parlate dai nuovi immigrati europei (soprattutto italiani e spagnoli) nel Río de la Plata, e oggi molti termini di questo slang fanno parte della lingua colloquiale rioplatense.
Quindi, poiché il tango è scritto per lo più in lunfardo, questo “delittuoso” o, piuttosto, gergo della malavita, non sorprende che i suoi testi trattino temi come il crimine, l’alcol, il crepacuore o il divertimento.
Sebbene non sia corretto ridurre il tango solo a questi temi, è anche molto comune che esso tratti riflessioni sulla condizione umana, questioni politiche, amicizia, morte, lontananza dalla patria e il passare del tempo, tra i tanti.
Inoltre, e veniamo alle origini del tango, molti storici e musicologi affermano che il tango e il lunfardo sono nati insieme nei bordelli di Buenos Aires alla fine del XIX secolo.
Questa origine spiegherebbe anche la grande sensualità che caratterizza il ballo, così come la musica sentita che fa parte delle caratteristiche del tango.
Per quanto riguarda il ballo, il tango si balla in coppia e ha una forte componente sensuale e romantica.
All’interno del ballo esistono anche diversi stili, tutti ovviamente caratterizzati dalla stessa essenza.
Innanzitutto, tutti questi stili di tango variano in base alla forma che i ballerini “disegnano” sul pavimento quando eseguono le loro danze e cambiano a seconda del territorio in cui si trovano.
Anche le coppie cambiano il modo di abbracciarsi a seconda dello stile di tango che stanno ballando.
Per esempio, in alcuni stili i ballerini si abbracciano a V, in altri si abbracciano con una forma quadrata, in alcuni stili si richiede un abbraccio più stretto e in altri un abbraccio aperto.
Alcuni dei più famosi esponenti del tango o “tanguistas” della storia sono:
Carlos Gardel (1890 o 1887 – 1935), Julio De Caro (1899 – 1980), Enrique Santos Discépolo (1901-1951), Francisco Canaro (1888-1964), Osvaldo Pugliese (1905-1995), Cátulo Castillo (1906-1975), Edmundo Rivero (1911-1986), Aníbal Troilo (1914-1975), Mariano Mores (1918) e Astor Piazzolla (1921-1992).

———————————————————————————————————————————–
Origine del tango
Il tango è nato nel corso del 1800 nei bassifondi di Buenos Aires, in Argentina.
Questi quartieri erano i più emarginati della città, dove c’era molta povertà, delinquenza e una grande popolazione di immigrati, soprattutto dall’Italia e dalla Spagna.
C’erano anche molti argentini, indigeni e migranti di origine caraibica e africana.
E sebbene la vita in questi quartieri fosse fatta di situazioni difficili e buie, c’era anche una componente sociale e culturale molto ricca, creata proprio dalla grande diversità della popolazione.
È in questo contesto che nasce il tango: la sua danza è composta da movimenti eleganti e molto passionali, la sua melodia da ritmi potenti e solenni e i suoi testi sono per lo più storie di tristezza e malinconia.
Dopo la sua nascita nella periferia della città, il tango iniziò gradualmente a diffondersi in tutta Buenos Aires, raggiungendo rapidamente gli occhi e le orecchie delle classi più ricche, dove si stabilì con la stessa forza del resto del territorio.
Da quel momento in poi, il tango non si fermò più: la sua danza e la sua musica continuarono ad espandersi in modo tale che all’inizio del XX secolo fece scalpore in America, ma soprattutto in Europa e negli Stati Uniti.
Così, la cosiddetta “Età d’oro dell’Argentina”, un periodo segnato dalla prosperità del Paese tra gli anni ’30 e ’50, ha visto la rapida esplosione e la grande popolarità del tango, che è stato accompagnato da nuovi stili derivati dalla danza argentina.


